martedì, 26 giugno 2007 alle 23:59
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Un foglio può valere più di un misero pezzo di carta. Bianco, leggero, formato A4: non si tratta di un foglio bianco comune, è IL foglio bianco. Su di esso ci sono scritte poche cose essenziali: nome*, cognome, codice fiscale, data di rilascio. Informazioni fredde, burocrazia pura insomma. Ma al di là di quei quattro dati si cela qualcosa di più profondo e trascendente: libertà, il foglio è stato immerso in un mistico siero di libertà. Grazie al suddetto, infatti, mi è consentito posare le chiappe al posto di guida, carezzare il volante, allungare i piedi sui pedali. Il tutto legalmente (e ci tengo a sottolinearlo). Non che prima non lo facessi, ma ora, che le scappatelle non sono più clandestine, è un'altra musica. Oltre che a infestare a diritto la carreggiata, sono pure autorizzata ad affiggere una mega P (times 500px) sul lunotto posteriore. P, cioè "Occhio automobilisti, ci sono pure io" (parafrasando: cominciate a dire le vostre preghiere).
*Tra l'altro nome sbagliato. Il titolare della scuola guida è riuscito a ribattezzarmi per l'ennesima volta. Dopo Oriana, Adriana, Marianna e Francesca (yuppy! -.-") è il turno di... "AriaNa", una sola enne. Ma come diavolo si fa? Ovviamente ho contestato subito l'errore, in modo da avere un foglio rosa compilato come Dio comanda. Al tempo stesso il foglio bianco, me lo sono tenuto gelosamente. Tié :P
Dopo questo alquanto breve e schizzato preambolo, spendo qualche parola sui risvolti concreti della mia ultima conquista. Quest'oggi, abusando della libertà e del potere conferitomi da tale documento, ho chiesto a mia madre di portarmi a fare un po' di guide. Dovevamo andare a Valsorda, così, già che eravamo sulla via, la mia genitrice mi ha gentilmente ceduto la postazione-pilota. Partenza in salita: la spunto subito, senza nemmeno ricorrere al freno a mano. Ciò mi gasa oltremodo: non bastava l'impeto di orgoglio derivato dal foglio bianco e dalla P! Il viaggio procede liscio come l'olio: faccio gli stop, rispetto le precedenze, non mi emoziono poi così tanto incontrando altri veicoli (e ricordiamo che di domenica la strada che va a Valsorda è un po' più trafficata del solito :D). In breve arriviamo a destinazione, con il vanto di poter dire di aver portato lì qualcuno e non di essere stata portata.
Me felice, me realizzata.