Viola su castano
Stasera avrei voluto scrivere tanto, o meglio, riportare cose che ho pensato e appuntato sulla carta nelle ultime 24 ore. Tuttavia mi dico no: non posso stare qui ad intonare la stessa litania tutte le sere.
Stasera è diverso.
E' deciso.
E' deciso?
L’umore l’avevo lasciato affacciato sul Tevere, ieri, quando mi ci sono specchiata. Poi la voglia di camminare altrove mi ha strappato da quel punto ed il contraccolpo ha fatto annegare l'umore nelle acque verdastre dell’urbe.
Dopo avere covato lo stranimento per svariato tempo, qualche forza arcana mi porta a prendere un libro a caso dalla libreria. “Spleen di Parigi” esce fuori così, come un numero della tombola dal sacchetto delle opportunità. Neanche a farci apposta. Apro una pagina a caso, a caso come è stato sorteggiato il libro.
C’è un paragrafetto intitolato “Progetti”: lo leggo. Mi ci leggo, c’è proprio quello che volevo trovare. Zio Baudelaire, alla fine, scrive:
“E a che gioverebbe eseguir progetti,
quando il progetto per sé solo è gaudio bastevole?”
Progetti, dolci piani, ipotesi in cui tutto va come dovrebbe andare. Poi un colpo di clacson ed il rombo di una moto ti riportano giù, dove gli esperimenti smentiscono la validità di molte congetture.
Chiudo sonoramente il libro. Sarà il caso di passare all’azione prima che tutto il gaudio sia gustato dell’immaginazione?
Lo spleen che mi trascino dietro mi ha portato a compiere una mezza mattata: ho messo nero su bianco, anzi, viola su castano, questa decisione.
Digitato da Daphne89
mercoledì, 05 dicembre 2007 alle 23:58
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