Sono tornata a casa, dopo aver percorso più di
Ho rimesso piede in casa in tempo per pranzare, importando tra le mura domestiche tante chiacchiere e tante immagini, tanti propositi e tanti l'erba-del-vicino-è-sempre-più-verde. Ci sarebbe da discorrere così a lungo da far invidia ad un rituale ortodosso, ma adesso non è il momento adatto per buttare giù un rivo di date e nomi di città. In seguito, sì, posterò una cronaca della crociera terrestre, ma sottoforma di reportage fotografico: non mi va di far morire gialli di noia quei pochi che leggono quello che scrivo. Il resoconto dettagliato è affidato ai ricordi ed al diario di carta, estroflessione artificiale della mia stessa memoria.
Ciò che è stato più interessante del rientro riguarda gli altri, non tanto la sottoscritta. Tirando fuori dallo zaino l'entusiasmo fermentato per spartirlo con chi non ha condiviso con me questa marcia europea, ne ho ricevuto altrettanto in cambio. E' bello come parole concitate, espressioni determinate, racconti interminabili si accalchino uno dietro l'altro per trasmettere elettricità. Mi ha fatto piacere partecipare a questo baratto di sensazioni e vita e vedere un nuovo slancio animare i miei cari. E mi rallegro pure del fatto che diverse persone, più o meno vicine a me, si siano decise ad aprire le ali per fare i primi tentativi di volo.
Voglio godere d quest'aurora e del sole caldo che sento sulla pelle. Per il resto vale la stessa prosaica filosofia di sempre.
lunedì, 27 agosto 2007 alle 00:50
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