Dissetata

Sono tornata a casa, dopo aver percorso più di 2300 km a cavallo tra varie nazioni d'Europa. E' il viaggetto abroad della wishlist, la gita "fuoriporta" (ma tanto fuori) che desideravo tanto per conoscere, per divertirmi e per dimenticare per poco quello che da domani tornerà ad essere la quotidianità. Dunque, tutto all'altezza delle mie aspettative? Affermativo, era proprio quello di cui abbisognavo, e forse anche di più. Ne ho bevuto abbastanza. Ill, Reno, Neckar: per ora sono sazia di sentirmi europea senza altre categorizzazioni, senza tutti quei "se" e quei "ma" che costituiscono la ragione delle dogane tra i Paesi di una stessa terra. Per un po' starò bene così, piena, anche se posso ben dire che l'appetito tornerà molto presto.

Ho rimesso piede in casa in tempo per pranzare, importando tra le mura domestiche tante chiacchiere e tante immagini, tanti propositi e tanti l'erba-del-vicino-è-sempre-più-verde. Ci sarebbe da discorrere così a lungo da far invidia ad un rituale ortodosso, ma adesso non è il momento adatto per buttare giù un rivo di date e nomi di città. In seguito, sì, posterò una cronaca della crociera terrestre, ma sottoforma di reportage fotografico: non mi va di far morire gialli di noia quei pochi che leggono quello che scrivo. Il resoconto dettagliato è affidato ai ricordi ed al diario di carta, estroflessione artificiale della mia stessa memoria.

Ciò che è stato più interessante del rientro riguarda gli altri, non tanto la sottoscritta. Tirando fuori dallo zaino l'entusiasmo fermentato per spartirlo con chi non ha condiviso con me questa marcia europea, ne ho ricevuto altrettanto in cambio. E' bello come parole concitate, espressioni determinate, racconti interminabili si accalchino uno dietro l'altro per trasmettere elettricità. Mi ha fatto piacere partecipare a questo baratto di sensazioni e vita e vedere un nuovo slancio animare i miei cari. E mi rallegro pure del fatto che diverse persone, più o meno vicine a me, si siano decise ad aprire le ali per fare i primi tentativi di volo.

 

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Voglio godere d quest'aurora e del sole caldo che sento sulla pelle. Per il resto vale la stessa prosaica filosofia di sempre.

Digitato da Daphne89
lunedì, 27 agosto 2007 alle 00:50
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Bari è tra noi

Ed una nuova amicizia si concretizza, nata anch’essa quasi due anni fa in un ameno forum di adolescenti. Stavolta ho la fortuna di giocare in casa, fattore che mi conferisce il diritto-dovere di fare da Cicerone al mio ospite.
Appuntamento alle 10 davanti alla cattedrale di San Benedetto: dopo qualche minuto ecco che Claus arriva, in tenuta da turista, ma con i Ray-ban che ho visto in decine di avatar.
Ho avuto la stessa sensazione che ho provato circa un mese fa ad Ischia, all’incontro con l’esimio founder del suddetto forum: ho rivisto un amico, un amico di vecchia data, e mi ha fatto davvero piacere stringergli la mano. È stata la prima volta? Sì, no, boh. Si è parlato talmente a lungo in chat che la “stretta di mano” sembra quasi un dettaglio secondario.
Riunita tutta la truppa, facciamo un salto alla Pro Tadino per prendere un po’ di materiale informativo e poi via, a zonzo per i vicoli di Gualdo, armati di chiacchiera e fotocamera.
 
È strano doverlo dire, ma girando la città con gli occhi accorti del forestiero, ho avuto
anche occasione di notare particolari che la consuetudine mi aveva celato. Anzi, è quasi ridicolo ammetterlo, Gualdo non è mica una metropoli.
Il tour tocca le varie chiese del centro, la Rocca Flea con il suo parco ed, infine, le fonti della Rocchetta (che, come molti avranno potuto constatare ieri sera su Rai3, vanno incontro ad una progressiva decadenza; a chi attribuire la colpa, beh, questa è un’altra storia). Al di là dei monumenti, che, per essere cinici, si riducono a mucchi di pietre fredde, è bello far conoscere agli altri il proprio paese attraverso aneddoti e personaggi folkloristici: il fruttivendolo dei pupazzi, lo scemo del villaggio, il proprietario della scuola guida…
Il tour prosegue nel pomeriggio in quel di Gubbio, tra l’altro in pieno Torneo dei Quartieri.
Bari ha confermato di essere un tipo simpatico e dalla chiacchiera sempre pronta… direi quasi logorroico. Non è un’offesa, tutt’altro! Se all’interno del FF non fossimo stati tutti quanti tali, probabilmente non avremmo nemmeno avuto ragione di incontrarci sul serio.
Ale, mi hai portato a spasso per il corso di Ischia; Claus, hai avuto la pazza idea di fare tappa qui durante le tue vacanze di Ferragosto. Rimangono Ivo (che per un’imperdonabile disorganizzazione non ho incontrato lo scorso gennaio quando ero a Torino) e Pity: non mi sfuggirete a lungo! FFday o meno, ci stiamo incontrando a riprese, ogni volta in un teatro diverso. Spero di potervi vedere/rivedere al più presto.
 
Intanto, grazie mille a Claus per la visita, la sopportazione (forse come guida turistica voglio correre un po’ troppo) e le orecchiette… veramente buone!

Digitato da Daphne89
giovedì, 16 agosto 2007 alle 00:31
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Time to get up

E si riaccende la voglia di raccontare quello che accade intorno a me e di raccontarmi. Niente nuvole: cielo stellato e tanta vita nelle vene. Dopo giorni di noia mortale, di stravaccamento abulico sul sofà, sento di nuovo pulsare la linfa che mi scorre in corpo, sento le membra fremere, vogliose di correre senza mai pause, all’insegna del comandamento “pensane mille e, al contempo, fanne altrettante”.
Questa è la droga che preferisco: iperattività. Ci sono droghe che ti fanno spegnere, altre, invece, che ti accendono il sorriso sul volto, senza farti male, senza farti uscire di testa o di strada: le serate con la giusta compagnia, sane risate, gli amici sinceri, le valigie in progress, la patente che, per nulla celebrata tra queste pagine, finalmente comincia a dare i suoi frutti. E la famiglia che ti sta accanto, ti guida e ti consola, quando il divano sembra essere l’ultima spalla a cui appoggiarsi e gli spuntini fuori orario l’ultima ragione di sopravvivenza.
Sì, mi sto risvegliando, o meglio, riattivando. La notte non ho sonno e non mi passa mai, il dì è fin troppo breve per concludere quanto programmato durante le ore di veglia notturna.
Domenica sera c’è stata la festa di Alessia: mi sono divertita, ho ballato e zompettato al punto da dovermi cambiare scarpe; ho mangiato “abbastanza” (come al mio solito) ed annaffiato il tutto con copiosa schweppes al limone. E poi ho guidato, cantando a squarciagola Dani California ed altre canzoni che la radio passava a quell’ora.  A casa mi son presa un respiro, seguito da un bel bicchiere d’acqua fresca di sorgente: è bello sentire il profumo della propria terra.
Lo sento.
Mi sento viva

Digitato da Daphne89
martedì, 14 agosto 2007 alle 01:19
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