Peripezie del mercoledì sera

Tipica giornata in cui tutto fila liscio come l’olio.

Può accadere di non avere dei risvegli troppo piacevoli ed iniziare il nuovo giorno con il piede sbagliato. Certe volte, accidentalmente, la tazza della colazione cade e va in frantumi, versando latte sul cuscino della sedia (latte che si caglia, ricordiamolo) e schizzando la camicetta pulita (e soprattutto nuova). Oppure può capitare che si spunti il kajal o che si fulmini la lampadina dello studio proprio quando si ha una fretta indiavolata. Cose che quotidianamente possono crinare la perfezione delle nostre giornate

Stasera niente latte sparso in giro, né contrattempi dovuti a trucchi fasulli. Sola soletta mi apprestavo a trascorrere una tranquilla serata in casa, con tantissime cosucce da fare. Mi lavo i capelli e mi faccio un turbante alla Moira Orfei. Così conciata mi congedo dagli amici di messeger e salgo in cucina per preparare un dolce per il pranzo di domani. Sfoglio il libro delle ricette in cerca di un’idea: alla fine opto per i muffin alla marmellata. Di buon grado tiro fuori tutti gli ingredienti e comincio l’opera: un po’ di zucchero, latte, due uova, farina, un altro pizzico di zucchero perché l’impasto risulta poco dolce. Amalgamo bene e tiro fuori dalla credenza i pirottini. Che nome del cavolo. Poi quando si va al supermercato i commessi non sanno mai dove si trovano questi benedetti “pirottini”… Presi gli aggeggini di carta, ci faccio colare dentro l’impasto ed inforno il tutto a 180°. Una volta assicurati i miei piccoli muffin, scendo in bagno per darmi un’asciugata ai capelli. Non faccio nemmeno in tempo ad attaccare il phon che la corrente salta.

No luce, no computer, no stufetta, no asciugacapelli, no forno.

Dopo cinque secondi attacco di nevrosi. L'uomo di oggi è così abituato ai comfort da non riuscire a mantenersi lucido e calmo durante un banale blackout. Cosa fare? Accendo la luce. No, non puoi. Nel frattempo che aspetto, però, posso sempre asciugarmi i capelli. No, non puoi. Eh ma allora è una noia mortale! Chatterò un po'. Non puoi. E che diamine, sento pure freddo. Non posso nemmeno leggere perchè è notte e non c'è luce artificiale.

No luce, no computer, no stufetta, no asciugacapelli, no forno.

NO FORNO!

Ci rendiamo conto??? Il forno, a cottura avviata, si permette di andare in break così, lasciando afflosciare i poveri muffin! Me tapina. Capelli bagnati, completamente sola in una casa buia e con 30 creature da salvare! Risalgo il fiume e giungo in cucina, dove a tastoni cerco il mio cellulare, unica fonte luminosa indipendente dalla corrente elettrica. Bottata di culo: la batteria è abbastanza carica. Tié, rispondo pure ad un messaggio. Poi, con l’ausilio del suddetto telefonino, cerco di toccare qualche levetta dell’interruttore generale. Non succede niente. Con un cappotto in testa esco di casa, ma neanche manomettendo il contatore non cambia nulla. Panico totale: i dolci stanno lentamente morendo nel forno e domani li dovrei portare per pranzo… Rientro in casa e, finalmente, si riesce a far scattare l'interruttore generale. La tromba delle scale si illumina a giorno, sento il suono del pc che si riaccende.
Dolci rumori, soavi bagliori.

Senza perdere altro tempo [tra tutto mi sono fumata 10 minuti buoni] corro a soccorrere i miei figliuoli di latte e farina, che, poverini, giacevano terrorizzati sulla teglia.
 
La situazione l'ho recuperata egregiamente, ma …
venitemi a dire che non esiste il malocchio!  XD
 

Digitato da Daphne89
giovedì, 29 marzo 2007 alle 00:59
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Primavera che non c'è

E’ il 21 marzo e tanti bei fiocchi candidi danzano oltre il vetro della finestra al posto di Ninfe e Grazie. Una volta ci si accontentava di una rondine per dire che la bella stagione era finalmente giunta, ma stavolta nessun pennuto è in grado di contraddire quanto affermato dal cielo.

Quest’anno niente interventi poetici per celebrare l’arrivo della primavera: la neve scende giù inquieta ed imbianca pure quel residuo di buone intenzioni. La vena di creatività classicheggiante, soprattutto, è completamente congelata. Se poi uno zefiro leggero volesse alitare sulla città infreddolita, l’aridità e la freddezza dei quiz di chimica e di scuola guida lo fiaccherebbero seduta stante.

La neve arriva, inaspettata, indesiderata e assolutamente fuori tempo. Fa tacere le gemme, scuote gli alberi fioriti ed i petali rosa se ne vanno con la bufera, turbinando.

 Kyena

Avevo sostituito i maglioni di lana con le maniche corte da qualche settimana. Ed ora sono costretta a riabbottonarmi la giacca e a prendere l’ombrello, cosa che mi ostino a lasciare a casa.
Però poi mi bagno.

Dovrò rivedere altre cose che ormai davo per certe?

Digitato da Daphne89
mercoledì, 21 marzo 2007 alle 23:29
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PiDay
Box: eventi, numeri

π

Numero misterioso e affascinante, barbaramente mutilato a 3,14. Ma dopo il 3 e 14 c’è una serie infinita di cifre. Alcuni si sono divertiti a calcolare oltre un trilione di cifre decimali, per scoprire se ad un certo punto queste cominciano a ripetersi con regolarità.
Ci sono anche persone –menti perverse obnubilate dai numeri- che si sono inventate il PiGreco Day: e quando farlo cadere se non il 14 marzo? (3/14 secondo il calendario anglosassone).
Eh sì, oggi è la festa di Pi: 'cos everyone loves pi!


I am
p

Everyone loves pi

_

what number are you?
this quiz by orsa

(questo è un quizzetto trovato un po’ di tempo fa su Internet, divertitevici se proprio non avete di meglio da fare XD)

Ma come mai questo numero è così venerato? In giro per il web si scovano forum a dir poco esilaranti. Alla domanda Why do you love Pi?", una buona anima ha risposto: “it gives me something to try to memorize on the week end”. Madonnina che frustrato che deve essere quel tizio! [E forse lo sono pure io che sto scrivendo questo intervento XD]. Poi si trovano anche commenti più filosofici “I love Pi because I believe God put it there to give us a tiny, tiny glimpse of infinity.” Infine, c’è chi sostiene di avere molto in comune con Pi “I love pi because I am irrational too”.
Per quanto mi riguarda, ho reso onore alla giornata: ho trascorso vario tempo in compagnia del divo, svolgendo esercizi di goniometria, con gli angoli rigorosamente espressi in radianti.

So… Happy Pi Day, che, tra l’altro, suona bene come espressione.

Digitato da Daphne89
mercoledì, 14 marzo 2007 alle 23:39
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La festa del Panda Selvatico

Anche quest’anno, il panda selvatico in via estinzione è stato ricordato con molteplici omaggi floreali. Il WWF potrebbe prendere spunto da questo giorno, che molti cerchiano sul calendario
L’8 marzo è senza dubbio una delle principali vene carbonifere dei fiorai: cominciano a fregarsi le mani già dal giorno prima, quando i primi baldi acquirenti partono per una battuta di caccia alla mimosa. Li vedi indaffaratissimi ad agghindare le vetrine delle loro botteghe con fiocchi gialli, come per dire: “Ehi tu, dico a te! Non fare il morto di fame e compra qualcosa per tua moglie, tua madre e tua nonna”. Così, un po’ per slanci di generosità, un po’ per paura di ritorsioni da parte di quelle feroci fere domestiche definite donne, frotte di gentiluomini affollano i negozi dei fiorai. Poi, concluso l'affare, se ne escono portando tra le braccia, a guisa di pargolo, un cespo di pallini gialli odorosi.
Già, ma perché sempre e soltanto mimose? Ok, sarà un fiore dalla fragranza gradevole ed inebriante; sono anche d’accordo sul fatto che il giallo sia un colore che fa molto primavera e in grado di mettere allegria.
Ma perché solo mimose? Ciò significa operare discriminazioni belle e buone! Questo è razzismo botanico! Esistono anche gerbere, fresie, lilium, iris, margherite, anemoni, rose bianche, rose rosse, rose rosa, rose bluegirl...
Che ne so, tanto per essere anticonformisti si potrebbe regalare un bel fior di carciofo infiocchettato! Il signor Neruda scrisse addirittura un’ode in merito. Chi è quella folle che non apprezzerebbe un regalo del genere? Così originale, poi! Che invidia dovrebbero provare le amiche di quella donna che, al posto del consueto omaggio, ha ricevuto un bouquet di romaneschi!
Vogliamo dunque comparare i possibili impieghi de succulento vegetale con la delicatezza del sopra citato fiore-simbolo? Di certo la mimosa non si cucina alla giudia, né si fa sott’olio. Poi, non avendola mai assaggiata, non so dire se riesce a far ballare le papille come fa invece il carciofo.
Ma a quel punto i fiorai, avendo perso il monopolio, entrerebbero in conflitto con i colleghi fruttivendoli...


Carciofo o non carciofo, mimosa o non mimosa, bancarotta del fioraio o boom delle vendite dei generi ortofrutticoli, il panda selvatico deve essere comunque festeggiato. Tuttavia non va ricordato solo nella giornata dell'8 marzo, grazie a quel famoso circoletto rosso intorno alla data o per via delle vetrine trasformate dei negozi:
 il panda selvatico si festeggia tutto l'anno. 
  

Digitato da Daphne89
giovedì, 08 marzo 2007 alle 23:09
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Notte senza eclissi
Box: sogni

Scappare,
scappare dalla notte
che non ci regala la luna,
scappare per un strada buia
resa scivolosa dalla pioggia,
scappare a piedi scalzi,
con un vestito che non ci appartiene
e con il cuore in gola.
Risvegliarsi
in un posto nuovo,
caldo ed ovattato,
guardando la città illuminata dal sole
che ha gettato via ogni remora di cacciare le nuvole.
*
Risvegliarsi ancora, stavolta nel proprio letto.
 

Digitato da Daphne89
domenica, 04 marzo 2007 alle 20:15
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