Ammutinamento

Primo (e forse ultimo) sciopero dell'anno.

Vai così: mi sono risparmiata cinque pesanti ore da sessanta minuti (ripartizione oraria che -tra l'altro- costituiva la motivazione principale della manifestazione). Un po' di ossigeno ci voleva proprio: guarda tu cosa si devono inventare questi poveri ragazzi per legalizzare un'assenza di massa! Certo, perchè il termine "sciopero" è più pomposo di "salina"! Cavolo, bisogna sapersi attrezzare in questo mondo di lavativi: del resto la preside stessa permette alle bidelle di dedicarsi a corpo morto  alla Settimana Enigmistica...
Stamattina, come abitudine, passo per casa di Elisabetta intorno alle 8 ed andiamo insieme alla fermata degli autobus, culla di ogni ammutinamento studentesco. Giunta a destinazione, mi unisco a gran parte della classe che, solidale con i quinti, aveva deciso di aderire alla protesta. Quando stava per suonare la campanella della prima ora, ecco che ci raggiunge Alessia, novella eroina riuscita ad evadere dall'edificio scolastico senza essere trattenuta dal personale docente infervorato (non per niente ti chiamiamo Mito!). Verso le 9 ci si avvia processionalmente verso la scuola: we, gente del quarto, imparate! Il prossimo anno tocca a noi animare la situazione! Striscioni, megafono, volantini, trombetta da stadio e futili motivazioni: tutto è pronto per mettere su un po' di bolgia nel cortiletto della scuola. Come da copione gli studenti del biennio si affacciano alle finestre non appena odono un leggero vociare in avvicinamento. Oh, dolci romori!  Ricordiamo che per perdere tempo, tutto fa brodo! In poco tempo la vicepreside (prof di chimica della sottoscritta) scende a colloquio, attorniata da un discreto numero di docenti sghignazzanti (per la serie: “Si faceva anche ai miei tempi! Beata Gioventù!”). Impadronitasi del megafono con l'intenzione di giustificare le deficienze  della scuola/fare una bella lavata di capo agli studenti, la Dionisi viene continuamente importunata da Fiorucci, che si divertiva a spegnerle  l’attrezzo. Mitico Fiorucci. Mezz’ora di indugi e poi, gran finale: “Se vi togliete dalle *scatole*, mi concentro meglio e vi vado a fare l’orario!”. Mitica Dionisi! Più o meno gloriosamente, la massa di scioperanti, esortata a togliere i sederini dal piazzale, smonta le tende e si appresta a fare il gioco dell’uva.
 

Quand'è che si festeggia San Salamino???

Digitato da Daphne89
venerdì, 29 settembre 2006 alle 23:07
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Postumi
Box: eventi, flash

Venerdì, Sabato e Domenica sono state tre giornate veramente dense. Togliendo le ore di sonno, posso tranquillamente affermare di aver vissuto sempre in strada. Nel pomeriggio di venerdì è iniziata la 29ª edizione dei Giochi: i tavernieri entrano in piazza per scambiarsi i doni, poi l'araldo legge il celebre "Gente de Gualdo e de le Castella tutte: Udite Udite!".  Alle 19.30 appuntamento davanti alla taverna di San Facondino, presso la quale si cena (penne all’arrabbiata e crêpes alla Nutella). Dopo cena, spettacolo degli sbandieratori in piazza.
Sabato mattina niente scuola (evvai!). Esco di casa nel primo pomeriggio per assistere alle prove ed, in seguito, al tiro con la balestra. Mentre il Palio viene affidato in custodia al balestriere vincente, intavolo una "bella conversazione" con il venditore di palloncini, la cui merce, causa vento, infastidiva "leggermente" il pubblico: quando uno è zulù non ci sono rimedi! Onde evitare di non arrivare in tempo utile per goderci il “dopocena”, si va a San Martino prima delle 19. Dopo mezz’ora di fila estenuante, riesco a portare "el damagnà" (come recitava il menu affisso fuori la taverna) al mio branco. Riempiti gli stomachi con crescia e patate, si torna in piazza per il corteo storico. Come ogni anno ciascuna Porta presenta allegorie diverse: San Facondino –che, meritatamente, ha vinto il premio sfilata-  aveva allestito bei carri raffiguranti la Vittoria, la fertilità ed i Festeggiamenti; San Benedetto aveva scelto il tema dell’astrologia, San Donato gli scacchi e, infine, San Martino la lana. Entrati in piazza tutti i figuranti, i priori leggono, come consuetudine, i bandi di sfida. In seguito il corteo esce dalla piazza, accompagnato dal suono incalzante dei tamburi. Sono stata quasi 4 ore immobile: immaginatevi che dolore quando mi sono mossa di nuovo!
Ma il giorno clou dell’evento è la domenica: pesa dei carretti e sorteggio delle prove durante la mattinata, giochi veri e propri nel pomeriggio. Se dovessi definire con una sola parola la gara, direi senza dubbio piatta. Mai assistito ad un’edizione del Palio così poco movimentata! La vittoria ha baciato San Donato, mente le altre tre porte sono arrivate seconde a pari merito: no comment. Non c’è stata né emozione, né tensione: già dalla terza prova si conosceva il nome del vincitore.
Tutto sommato la serata è stata positiva: mi sono divertita un sacco a sparare cavolate tra amici! E faceva pure caldo: sono rimasta sempre con la t-shirt della Porta (maglietta di fattura ultraeconomica acquistata presso la bottega dell’Ente Giochi). Secondo Simona avevo bevuto, ma tutti possono testimoniare che sono astemia al 110%. Uffa, capisco che avevo la chiacchiera più spigliata del solito (e normalmente non sono una che discorre poco), ma non ero affatto alticcia: ero solo allegra!! E poi quando si è sobri ci si gode di più la festa! [Acqua Rocchetta: puliti dentro e belli fuori]



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Chiudo citando alcune frasi cult del finesettimana (comprensibili, credo, solo per coloro inziati alla mia setta):

“I see skies of green” (by me medesima) “Seh Aria’, di qui altro che Green Day!” (Cød scandalizzata)
“Aho, ma sei tutta finta!” (riportata dal Mito) 
“Tu connais Palerme?” “Certo, m’ha fatto scola l’anno scorso!” (Mito, sempre e soltanto) 
“Ma la Beta dove si pone in questa teoria?” “A livello della faringe” (menti perverse senza nome) 
“L’attesa è stata piacevole, avevo anche Sky.” (e qui chi vuole intendere intenda) 
“O’, ma quel babbuino non se azzitta mai??” (Mito forever) 
“Ma dove sta il bersaglio? Mica lo vedo!” (Mito) "Per forza, non l'hanno ancora affisso!" (Cød) 
"J su la testa c'ha le veneziane" (ancora il Mito)
"Non me dà i pizzichi 'nte le pantasce!" "Dooove??" (qui Ari ha bisogno di spiegazioni circa il significato)




Ed il giorno dopo la festa, tutta la città tace. Pare che durante la notte sia piovuta morfina sui tetti: non una macchina, non un pedone. Un silenzio desertico inonda le vie del centro.



Digitato da Daphne89
lunedì, 25 settembre 2006 alle 23:48
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S'aprono i Giochi de le Porte
Box: eventi

Gente de Gualdo e de le Castella tutte: Udite, Udite!
S'aprono i Giochi de le Porte,

Nobile tenzone ne la quale le abilitate de lo Conducente dee esser pari a quella de li compagni suoi Tiratori.
Gente de San Donato, gente de San Facondino, gente de San Benedetto, gente de San Martino, siate pronti a la gioia et l'euforia tutta, ma, li vostri entusiasmi contenuti sieno ne lo lecito e ne lo cavalleresco. Che li giorni de li festeggiamenti abbian a esser, pe lo vincitore et lo somaro suo, altissimo orgoglio et sana allegria pe la comunitate tutta.
A lo forestiero che a dimandare vene chi lo Palio de le Porte vincette, s'abbia dire che lo messere a lo quale la vittoria arridette lo fece co virtude et grande honore.
Sempre possa rinnovellasse la fama, la honestade, la gioia et lo valore pe la città de Gualdo, la quale tenette sempre testa a lo nimico invasore, che sempre vincette.
Tutti correte ne lo arengo maggiore a rimirar la horiginal tenzone; anco co grida, anco co urla et at osannar lo vincitore, lo qualo co lo foco la Bastula traditora averà lo diritto de bruciare.
Gente de Gualdo tutta scendete ne le piazze, ne le vie;  partecipate co li cavalieri tuttia lo avvenimento più fastoso e desiato, de lo quale li forestieri de la nostra grandezza e de la nostra abilitate diranno.


Sono aperti da lo giorno de oggi li "Giochi de le Porte"



Un Palio particolare quello di Antonio Nunziante, che vede raffigurati tutti i simboli delle quattro Porte, San Benedetto-San Donato-San Facondino- San Martino, in altrettante fontane zampillanti, sovrastate da un asino, con la scritta Asinus Magnus.Un Palio diverso, che già dalla sua presentazione ha fatto discutere con i soliti due schieramenti chi a favore e chi non tanto convinto di questa scelta. Certamente per chi lo vincerà sarà sicuramente il più bel Palio che poteva essere dipinto (ma va' ^^)   

 


[fonte www.giochideleporte.it]


Immagine e bando dal sito ufficiale dell'Ente Giochi: www.giochideleporte.it

Chi vincerà il palio quest'anno?

La festa è inziata ieri sera, per cui sono ancora in tempo per una raccomandazione: bevete solo Acqua Naturale: puliti dentro, belli fuori e mentalmente lucidi.

Digitato da Daphne89
sabato, 23 settembre 2006 alle 09:10
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Sospensione

Frequenti gente, diversa ed assortita: si può dire che ti bagni continuamente nella folla. Eppure ti senti sempre più sola. Ridi, scherzi, chiacchieri: nel complesso ti trovi bene e ne sei grata a chi ti sta intorno. Poi però, passato il fragore di una risata ed il piacere di un gelato in compagnia, torna di nuovo Lei, quella familiare sensazione che conosci meglio di qualsiasi altro amico.

Siamo io e Lei, faccia a faccia. Lei mi guarda, comprensiva: comincio allora a riflettere, a chiedermi perché la stia fissando di nuovo. Sorrido: improvvisamente mi rendo conto di trovarmi in uno di quei pantani adolescenziali che credevo di non conoscere mai. I rapporti con gli altri sono vuoti e superficiali; tutto quello che faccio mi sembra così privo di senso, capace solo di darmi quella felicità zuccherina che si discioglie troppo rapidamente nel Tempo. Sì, perché Lui è un velocista eccezionale: corre, corre e non s’arresta mai. Temo di non impiegarlo bene, di sprecarlo: non esiste un salvadanaio per imparare ad amministrarlo? E se mi macchiassi le mani di un atroce delitto? Se ammazzassi il Tempo? No, non voglio che l' "oggi" duri in eterno senza evolversi in "domani".

Le lancette devono continuare a sovrapporsi ed anche tu devi uscire da questa situazione di stallo. Si può sapere che hai fatto? Prima eri molto più propositiva e dinamica: mi piacevi per questo. Forza, muoviti, smetti di fissare lo specchio in cerca di qualcuno che ti somigli: quella che vedi è solo la tua immagine riflessa. C’è qualcosa che non va ultimamente, lo capisco dal modo in cui fissi la terra: non è da te non ricambiare lo sguardo delle persone. Ti vedo insofferente, tormentata dall’oppressione.  Tu sei cresciuta e scarpe e vestiti ti sono rimasti piccoli; ti senti soffocare dentro questo guscio troppo stretto, hai bisogno di respirare. Sei cambiata: ciò ti lusinga, ma al tempo stesso ti dà l’impressione di essere diventata snob e presuntuosa, atteggiamento che hai sempre odiato. Ed ora che hai buttato via le scarpe vecchie, ti ritrovi a camminare scalza.
Sei cresciuta e questo spazio sta diventando limitato per trovarlo comodo: come ti muovi urti da qualche parte. Esci, apriti, esplodi, spezza i vincoli che ti tengono legata. E’ buio e non vedi le catene? Aspetta, allora, che faccia giorno e poi rompi tutto. Un raggio ti illumina già il viso: lascia che i tuoi occhi brillino di nuovo. Vedrai, sarà la tua rinascita.

DevianArt - Pyromaniac


Ma quanto ancora resterò sospesa?

Digitato da Daphne89
lunedì, 18 settembre 2006 alle 22:39
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Classe IVª sez.B

Il rientro a scuola incombeva ormai da qualche giorno. Il 14 settembre sembrava così remoto… ed invece eccolo qui, per la gioia di tutti gli scolari. Tagliando corto su introduzioni e cappelli: come è stato questo benedetto "primo giorno di scuola"? In teoria ci sarebbe una sola parola di cinque lettere per descriverlo, ma, dato che non possiedo il dono della sintesi e conservo un minimo di educazione, preferisco dilungarmi in una descrizione più accurata e capillare dell’evento.
Sveglia alle 7.00: da come apro gli occhi  ho la netta sensazione che trascorrerò una mattinata piatta. A volte, le proprie aspettative si verificano perché siamo proprio noi a orientare gli eventi verso quella direzione. Quale piede abbia messo prima in terra non lo so dire: troppo assonnata per farci caso. Giusto o sbagliato, bisogna darsi una mossa: mi sistemo, faccio colazione, passo a prendere Elisabetta (ehi, ma la patentata è lei!!). A piedi ci rechiamo al Casimiri: cara amica, è la quarta ed ultima volta che varchiamo quella soglia insieme. Il prossimo anno a quest'ora tu starai eplorando nuovi ambienti.  Dopo aver superato la folla dei bimbi, salgo fino al secondo piano dove, da sempre, è situata la mia aula. Entro in classe, saluto i coinquilini che sono già arrivati e deposito la borsa sul mio vecchio amato banco: sono di nuovo in pole, posizione che sarà mia a vita, dato che nessuno la brama. Cavoli loro, io ci sto bene: sono appiccicata alla finestra (il che è un privelegio, poiché la apro e la chiudo a mio piacimento), non ho teste che mi coprono la visuale, non mi distraggo durante le lezioni. E, alla fine, è il banco meno sorvegliato durante le verifiche! Tiè!
Nulla è cambiato dallo scorso anno, dalla dislocazione dei banchi al consueto astuccio nuovo di Alessia.  Prima che suoni la campanella (Ah! Avevo dimenticato quanto fosse scassata!) me ne vado a fare un tour per i corridoi in modo da studiare le nuove reclute: ragazzini timidi e spaesati, bulletti, quattordicenni incipriate un po’ troppo gasate. Un solo avvertimento per i nuovi acquisti: attenzione, qui vige la legge del Nonnismo. Gongolando per futili motivi, me ne torno in classe per la prima ora di lezione: Français con la nostra Roxy, una delle uniche insegnanti che dal primo anno non ci ha mai abbandonato. Nulla è cambiato, salvo il ritorno parziale alle ore da 60 minuti: che bastardata!! Dopo Francese  è il turno di un'altra lingua: quella dei numeri.  Come al solito Fiorucci spinge la cattedra in avanti per poter deambulare comodamente durante la spiegazione: e poi dice che siamo noi gli abitudinari! Fatta una bella ingozzata di coniche e logaritmi si passa a chimica con la Dionisi.
Esattamente le stesse materie che avevamo avuto l’ultimo giorno di scuola a Giugno; esattamente gli stessi argomenti trattati quel giorno. Stessi gesti, stesse facce, stesse sensazioni, stesse reazioni: ho bisogno di qualcosa che mi dia una scossa, tutto mi sembra così banale, piatto, prevedibile e scontato.
Dicono che il quarto sia l'anno più spensierato e divertente: nonostante il buongiorno non sia stato dei migliori, mi auguro di poter di affermare la stessa cosa tra nove mesi.
Sembra che i rapporti inter-classe siano destinati a rimanere aspri fino all'epilogo dell'avventura liceale. Le montagne non si muovono con le parole. Ed io dovrei imparare a vedere la situazione con più ottimismo. Oppure a rassegnarmi?

Piove.

Di solito le lacrime degli studenti caratterizzano il giorno prima del fatidico ritorno, ma quest’anno, a quanto pare, il menefreghismo ha raggiunto livelli talmente alti da non destare preoccupazioni fino all’ultimo momento.

Digitato da Daphne89
giovedì, 14 settembre 2006 alle 23:03
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Rentrée

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L'ora X è vicina: domani mattina si torna a scaldare il banco. Sotto un certo punto di vista non si tratta dell'inizio della scuola, bensì di quello di un nuovo countdown in previsione del 10 Giugno (o giù di lì...).

3 mesi in compagnia di Ozio&Consumo sono volati in un batter d'occhio.

Gite al Mare, Sbraciolate, Campeggio in Montagna, Febbre da Mondiale, Vacanza Greca, Arrampicata, Feste pazze, Filmini FaidaTe, Guide Clandestine, Serate ai Giardini, Cene in Compagnia, Compleanni a Sorpresa, Escursioni sulle Dolomiti, New Entries, Amici di vecchia data:   tanti tasselli che hanno dato Colore alla mia Estate.

Da domani tornerà il Grigio?


 

Digitato da Daphne89
giovedì, 14 settembre 2006 alle 00:07
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Chi fa da sé, fa per tre!

La sanità in Italia è un vero schifo! Scusatemi per la brutalità, ma devo sfogarmi: sabato pomeriggio poco ci è mancato che mandassi a quel paese la guardia medica. Anzi, definire "guardia medica" una tale incompetente è un insulto a chi, invece, è capace di svolgere il suo mestiere!

Causa problema all’unghia dell’alluce destro, mi sono decisa ad andare al pronto soccorso. Non pretendevo di risolvere seduta stante, ma almeno speravo in un’indicazione, un consiglio o roba del genere; magari avrei trovato un infermiere capace di sistemare le unghie incarnite, o, semplicemente, saputo con precisione a quale persona rivolgermi.

La scena è stata epica: entro al pronto soccorso e ci trovo una donna, di corporatura esile, seduta in sala d’attesa. Niente camice o altri segni da “medico”: indossava un giacchino jeans e parlava svogliatamente al telefono con un’ipotetica madre. Credendo che si trattasse di una paziente, stavo per accomodarmi, quando questa, sospendendo momentaneamente la conversazione telefonica (senza tuttavia staccarsi dal cellulare), domanda con tono sospettoso: “Che volete?”.
Come che vogliamo? Cosa si potrà mai fare al pronto soccorso? Un torneo di briscola? E magari per premio ti danno una confezione famiglia di paracetamolo! Leggermente urtata espongo la ragione che mi ha spinto a seccarla in quel momento di ozio, ma quella… neanche mi si filava! Continuava a cincischiare al cellulare! A questo punto subentra il “giramento pollici”: dopo un intervallo di tempo sufficientemente lungo da aumentare il mio disappunto, ottengo finalmente una risposta: “Uhm.. vediamo… beh, è sabato… un’occhiata te la posso dare: vieni di là”. Amen, un passo lo abbiamo fatto. Mi siedo sul lettino dell’ambulatorio e mi tolgo scarpe e calzini. Quella mi guarda con un certo disgusto, come se stesse pensando: “Oddio –no!- che schifo! Piedi: bleah!”. Ammetto che non è il massimo, ma è pur sempre una parte del corpo. La tipa si allontana farfugliando un “Vedo di trovare due guanti”. Io faccio appello a tutta la mia pazienza: non è difficile, infatti, intuire che non si concluderà un bel nulla. Ritornata, la “donna” si decide ad esaminarmi il piede. Verdetto: “L’unghia ha una certa tendenza ad incarnirsi, vede?” Ma va’! Sono venuta per questo! E allora? “Per prima cosa dovrebbe andare dal suo medico curante, farsi dare una “curetta” e prenotare presso una farmacia una visita specialistica. Poi si vedrà. Nel frattempo disinfetti bene e prenda 2 tachipirine al giorno per non avvertire il dolore”. Grazie al cavolo! Al che sono sbottata: “Il mio piede se ne frega di tutte le trafile burocratiche! Se aspetto altri dieci giorni divento zoppa!”. “Intanto disinfettalo” E che ti pensi che faccia?! Se una persona in pericolo di vita si trovasse a dover rispettare tutte quelle maledette procedure per una farsi visitare, può tranquillamente ritenersi spacciata! “Signore, morirà tra tre giorni se non interveniamo. Prima però deve seguire la procedura per richiedere la visita” “Ah sì? Ed in quanto tempo si ottiene la prenotazione?” “Bah, è sufficiente una settimana”. Addio caro mio, ucciso da due killer che vanno a braccetto: Sanità&Burocrazia. Non è il mio caso, ben s’intenda, ma l’antifona è la stessa!

In sintesi: stando a sentire quella-lì (che non chiamo guardia medica), per risolvere un’unghia incarnita dovrei passare prima per tre o quattro ambulatori/uffici. Faccio prima a prenotare una seduta da un podologo o, più semplicemente, dall’estetista.

Concludendo: quale utilità ha avuto andare al pronto soccorso? Niente, ma in compenso mi sono resa conto del degrado dell’ambiente sanitario: e ci paghiamo pure le tasse per mantenere gente che vive di Sudoku!

Digitato da Daphne89
lunedì, 11 settembre 2006 alle 12:14
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Sottili Sussurri

Il vento continua a soffiare. Mi sfiora dolcemente le guance, mi scompiglia la criniera e mi sibila all'orecchio. Io sono lì a godermi quelle carezze leggerissime, cercando di comprendere i suoi sottili sussurri. Ma il rumore circostante mi distrae e mi impedisce di capire il messaggio: mi allontano da quel balenio di voci e luci per sedermi, solitaria, su un muretto. Non tira più un filo d'aria: adesso sono proprio sola, al più posso canticchiarmi una canzone per riempire il vuoto del silenzio. Ma ecco che una ciocca di capelli si muove, liberandomi la visuale: i ricci sono di nuovo in fermento, le foglie secche si rincorrono sul porfido: è tornato. Sembra che sia l'unica a curarsi della sua presenza, gli altri invece sono quasi infastiditi dalle folate. Sarà segno che la destinataria dell'annuncio portato da quel messaggero etereo sia proprio io. Chiudo gli occhi per ascoltare il messaggio con maggiore attenzione. Il vento dice di provenire da sud-est e di chiamarsi Scirocco: è indignato perchè i presenti lo hanno scambiato per Bora, che sebbene sia sua sorella, ha un accento totalmente diverso. Scirocco mi informa che la luna verrà presto coperta dalle nubi e che arriverà un temporale. Oltre le montagne si vedono già i primi lampi e nell'aria si avverte l'odore della pioggia.

Pioverà perchè la terra ha sete, per dissimulare le lacrime di chi piange, per sciogliere le maschere di fango che indossano le persone, per lavare via la lordura. Pioverà anche qui, ce n'è bisogno; ci vorrebbe un secondo Diluvio per ritornare all'ordine. Rannicchiata, sento ancora Scirocco bisbigliare.

The future's in the air

I can feel it everywhere

Blowing with the wind of change.

La tempesta è vicina: vento, portami a casa, non so dove correre per trovare riparo. Soffia, vento, spazza via le ombre che infestano la mia mente.

Il futuro è nell'aria.

Digitato da Daphne89
sabato, 09 settembre 2006 alle 01:30
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